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Friday, July 5, 2019

Week-end tipo


E’ stata una settimana di fuoco: lavoro, un corso serale di informatica, e allenamenti in palestra prima di cena. Per tutta la settimana sono stato 16 ore al giorno fuori casa mangiando una schiscetta a pranzo e cenando tardi. Quando tutto iniziò erano le dieci di sera e avevo appena finito l’ultimo giorno del corso di informatica. Mi aspettavano 50 minuti di spinning e 30 di pesi per le braccia. Insomma chiudevo la mia routine. Premetti velocemente il pulsante dell’ascensore, non vedevo l’ora di andarmene da quel grattacielo in periferia di Milano. Ero sfinito. Molti trovavano al corso l’insegnante molto digressivo, a dir poco noioso. Sul professor Daniele invece ero positivo. Vedevo il cervello mezzo pieno. Ed ecco anche perché ero stanco. Arrivato l’ascensore vi entrai e con la stessa fretta premetti il pulsante per scendere. Mi feci i dodici piani rispondendo ai messaggi, fischiettando e pensando che finalmente mi sarei andato a sfogare in palestra. Mi è arrivata una mail. Speravo fosse una multa, invece era un invito ad un matrimonio. Detto questo uscito dal grattacielo imboccai la via per andare alla metro. Sulla strada vidi un fotografo che al buio faceva delle foto ad una siepe. Mi fermai a guardare un attimo. Lui se ne accorse. “Vedi li? Non vorrei avvicinarmi troppo ma mi sembra di vedere un cadavere di un barbone. Nessuno gli importerà di fare qualcosa perché non ha nessuno ed è senza documenti”. Mi strusciai al di là di questa persona e vidi la stessa cosa. “Io per non saper ne leggere ne scrivere chiamo la polizia” gli dissi. “Ok fallo pure però quando arrivano non voglio esserci, anzi me ne vado prima che dicano qualcosa. Comunque piacere sono Mattia”. Costui se ne andò senza troppi indugi. Chiamai la polizia. Notai che il barbone era senza capelli e mi venne in mente che anche il mio parrucchiere era pelato. Poi arrivarono due auto della polizia che mi fecero il quarto grado su come avevo trovato il barbone, se lo conoscevo, se c’erano altri che a mia discrezione lo avevano notato. Lo avevo incocciato per puro caso, non lo conoscevo e poi mi portarono in centrale a firmare la testimonianza e addio allenamento in palestra. Conclusi con il mio motto: “More lama less drama” e feci degli esercizi a casa. Presi la bici e uscii per un oretta abbondante a pedalare.” Ormai quando tornai a casa era l’una di notte. Cena, doccia e a letto. Di notte sognai il mio parrucchiere pelato che mi rasava i dread. Quando mi svegliai alle 4 di notte per andare in bagno mi accorsi che i dread non li ho mai avuti.
 
Sabato mattina feci la levataccia alle 12 pranzai e mi arrivò una mail dalla polizia che mi convocava per riesaminare i fatti in merito al barbone. “Vabbe, tempo perso, ma era la cosa giusta da fare” pensai. Poi pensai che quel Mattia che faceva le foto aveva la faccia da donna. Per questo aveva il nome che finisce per A. Tra tutte queste cose dovevo riempire il tempo prima di uscire alla sera. Presi dallo scaffale un libro intitolato: “2 milioni di modi per migliorare la memoria, anche se ne basta ricordarsene 1 milione”. Interessante. Poi uscii. Mentre mi preparavo pensavo a Valentino Rossi che da bambino doveva essere sicuramente un ciccione. Poi si mise a fare un po’ di moto. Io, Luca, Filippo e Anna andammo a prendere una birra. Raccontai la mia settimana senza perdere troppo tempo sulla faccenda del barbone. Poi anche gli altri raccontarono la loro settimana lavorativa. Luca, che fa il cameriere, durante un servizio si era avvicinato ad un tavolo, la cliente si è girata grossolanamente così che Luca le fece rovesciare tutti i caffè bollenti sulla schiena. Poi si è urtato con un collega che portava i bicchieri al bancone. Ed infine litigò con la capo sala. Mi chiedo con che metodo selezionino il personale che invio il cv. Filippo invece fa il pizzaiolo. Si è fatto uno sfregio al dito aprendo una scatola di pelati e gli anno dato 9 giorni di malattia. Anche li voglio inviare il cv. Anna invece è una tedesca di cui non ho ancora imparato a pronunciare il cognome. Fa la baby-sitter in una famiglia alla sera e al mattino fa l’insegnante madrelingua di tedesco, anche se l’italiano lo mastica come se fosse in vacanza. Qui devo capire bene come ottenere il lavoro dopo che se ne torna il Germania. In realtà sono bipolare. No, non è vero. Alle 00:33 presi l’ultimo treno per tornare a casa. A casa mi misi online a leggere le notizie che ormai erano le solite: migranti, dichiarazioni  dei politici, economia in crisi. Poi andai a correre. Effettivamente faccio orari un po’ strani, ma per correre ci vogliono motivazione, costanza,e spirito pratico. Tranne quando a casa hai un kebab d’asporto per cena. Arrivato a casa mi è arrivato un messaggio di Luca: “Mi sono dimenticato di chiederti: ma la ragazza?”. La mia ragazza è lesbica gli risposi. E andai a letto.
 
Il giorno dopo era domenica e ci fu la consuetudine levataccia delle 11. Quel giorno era l’anniversario della morte del mio vicino. Mi ricordo perfettamente le sue ultime parole: “Ahhh un palo!!”. Malgrado tutto non andai a funerale di memoriale. Non me ne fregava granchè. Andai alla cena di addio coi vicini di casa solo perché il conto è alla Romana e perché si attiva l’operazione patata con le vicine single. Una vicina di casa ha preso un caffè decaffeinato con zucchero senza saccarosio in una tazzina di plastica. Che sfigata. Poi tornai a casa dopo la cena. Mi pesai per vedere cosa avevo preso di peso durante la cena. Notai di avere un fisico da Dio. Il dio è Buddha. Motivo per cui decisi di dire basta di bruciare i grassi. Ora bruciamo i magri. E con questo finisce il mio week end tipico

 

Monday, March 25, 2019

Commento Stramilano


C’è un uomo in giacca e cravatta. Sta guidando la sua Ferrari gialla in centro a Milano. E anche se è domenica sta andando ad una riunione con importanti clienti. Dopo poco viene fermato da un blocco stradale. Non si può passare, ci sono le forze dell’ordine che hanno bloccato la strada. Lui un attimo aspetta. Poi guarda le lancette dell’orologio, poi il blocco stradale e di nuovo le lancette. A quel punto l’uomo in giacca e cravatta sulla Ferrari gialla urla: “Fatemi passare ho i clienti giapponesi”. Certo, ma quella mattina c’è qualcosa di trascendentale ed epico. Ed’ è la grandeur di Milano: passano i 7000 della Stramilano. Forse tra i 7000 ci sono anche i giapponesi e il milanese in giacca e cravatta deve contarli uno ad uno per vedere se i suoi clienti sono tra i podisti.

Questo è il clima che si vive a Milano: strade chiuse, chi non corre delira, chi corre o è tra i 50 mila della 10km o tra i 7 mila della 21,1km. E’ la grandeur lombarda e tra le più importanti di Italia ed Europa. Era il 2016 la prima volta che la corsi e all’epoca non mi ero ancora trasferito a Milano. Ora mi sono allenato a fare la mezza di casa.

A differenza di chi è a favore della corsa “naturale” io sono un sostenitore della corsa “semplice”: devi avere meno cose possibili addosso (solo abbigliamento sportivo), se arrivi coi mezzi alla gare e in giornata meglio, se fai la trasferta è meglio farla in gruppo, mai fare percorsi nuovi da soli, essere in grado di fare almeno 15 km senza bere, e se bevi è meglio che ci siano fontanelle sul percorso perché più snella la corsa meglio è. Per me è una manna non dover far strada per andare quindi alla gara: esco di casa e il raccordo che c’è fino a piazza castello è il riscaldamento.

 

Inizio con le procedure stamdard: consegna borsa al deposito, riscaldamento, streching, qualche allungo e poi la parte più importante: le pubbliche relazioni pre gara. Ad una gara così partecipata è impossibile non trovare qualcuno che si conosce. Così qualcuno che sa che ho l’abitudine di arrivare presto mi fa “Ma alle nove ti stai già scaldando? Sei qui dall’anno scorso?”. Non proprio sono li solo dalle sette di mattina. E sono arrivato a piazza castello a passo di Moonwalk. E allo stesso modo entro in griglia di partenza un attimo prima dello sparo. 3… 2… 1… boom si parte

 

Purtroppo vedo una ragazza travolta dalla massa che cade a terra e altri che non riescono ad evitarla. Qualcuno le allunga la mano (ma solo per darle una mano). Poi a parte quell’incidente tutto il resto della gara è tranquillo, almeno secondo la mia esperienza. Durante la gara corro con Mara Minato fino a metà, poi sono costretto a proseguire da solo. Ma fortunatamente ho trovato altri con cui correre fino alla fine al mio stesso passo. Chiudo in 1:33:22 e 777 assoluto su 7600 iscritti circa.

 

Dopo con l’ex socio Valerio Carpi andiamo in bar a farci una birretta, questi tipo di ristori li chiamo “per la sacrosanta dieta dello sportivo”

 

Valutazione della gara (da 0 a 5 stelle)

Location e logistica: 5 stelle

Milano è sempre Milano, percorso in centro , piano, curve morbide ad eccezione di una indicativamente al 2 km a gomito

Servizi e personale 4 stelle

Personale compreso tra sicurezza, forze dell’ordine, medici e non dimentichiamoci i volontari e giudici FIDAL. Nei servizi c’erano ristori con spugnaggi, gare separate per partenze e orari, deposito borse  presente e ristori presenti a distanza costante. Non do 5 stelle per l’assenza di docce e spogliatoi.

Organizzazione in generale e servizi in più dall’ordinario: 5 stelle

Organizzazioni vari tra società, comune, medici etc perfettamente cordinati tra loro. Flusso di persone gestito dando il pacco gara giorni prima della gara, partenza gestita a griglie, expo organizzata durante la consegna dei pettorali, un ottima risposta da parte del mercato (52 mila alla 10km e 7600 persone alla 21).

 

Organizzazione percorso: 4,5  stelle

Le due gare 10km e 21 km gestite in due partenze e orari separati e fatte in pieno centro e gestite con griglie. Unica pecca la mezza sul mio gps misurava 21,38. Anche se non penso centri la società ci sono state alcune persone travolte dalla massa alla partenza, che comunque non si sono fatte male da dover chiamare l’ambulanza. Il motivo per cui non do 5 stelle se pur molto veloce come percorse è proprio per una questione di precisione: non era esattamente 21,0975 km. Infatti il mio tempo sarebbe stato un minuto in meno . In generale ho notato tifo su tutto il percorso soprattutto indipendentemente dal punto della gare

 

Media aritmetica: 4,5

 

Con questo saluti a tutti e buone corse

Saturday, March 2, 2019

SETTIMANA TIPO


SETTIMANA TIPO

Al bar ho preso un caffè decaffeinato alla fragola con latte senza lattosio e ho aggiunto dello zucchero senza saccarosio dentro un bicchiere di plastica e lo pagato 10  euro. In realtà costava 9 euro ma non avevano il resto. Per cui me ne aggiunto un po’. Mi aveva lasciato la ragazza da una settimana ed non piacendomi l’acool mi riduco a fare queste cose da Starbuks. La mia ragazza si chiamava Deborah e il suo sogno era avere un figlio da chiamare Deboro. Per questo la nostra relazione non poteva durare. Mentre ero ancora al bar  guardandomi attorno notai che erano tutti dei panzoni ingordi. Il brutto dei ciccioni al mare è che ci saranno sempre due idioti di Greenpeace che tenteranno di ributtarti a mare. Tornato a casa a passo di Moonwalk andai a dormire che ormai era tardi. Il giorno dopo mi svegliai con questo pensiero fisso: “Ma come fanno i serpenti a riprodursi senza fare nodi?” Poi dovetti uscire di casa per andare al lavoro con l’auto a 150 km/h perché chi va piano va sano e arriva tardi. Una volta che parcheggiai al lavoro mi scolai una birra e mi fumai una canna. Perché guidando il muletto al lavoro poi non avrei potuto farlo per otto ore consecutive, direi che è pratico. Durante la pausa pranzo Cinzia, quella delle risorse umane è scesa in magazzino per unirsi a noi. E’ una che non porta quasi mai i pantaloni, solo minigonne. Non mi sono mai piaciute le donne con le minigonne: per me dovrebbero andare in giro senza. Poi rincominciammo a lavorare. Alle 14 arrivò Franco, quello che aveva il turno al pomeriggio. Era uno po’ paranoico, settimana scorsa faceva dei discorsi del tipo: “Mio figlio mi ha rotto l’iphone per cui lo vendo, per cui lo volesse è di otto anni e pesa 40 kg”. A parte Cinzia e Franco gli altri lavorano solo per mantenersi e si fanno i cazzi loro. Come al solito alle 15:30 timbrai il cartellino e via. Ora che non vivo più con quella stordita di Debora convivo con un militare senza moglie e figli che passa tutte le sere in settimana sulla playstation. Almeno lui non vuole un figlio da chiamare Deboro e non porta la mini gonna. Ho deciso che può stare a casa mia se entro un anno mi spiega come fanno i serpenti a riprodursi senza fare nodi. Ci sta lavorando su i finesettimana. Che grand’uomo Luca. Oltre alla playstation fai dei solitari a Cluedo. Dice che è sempre stata quella puttana di Miss Scarlett.

 

E’ arrivato martedì. Mentre andavo al lavoro in macchina ho notato durante il semaforo rosso una signora sulla quarantina in bici. Arrivata allo stop si tolse la camicia rimanendo in canottiera. Fu allora che notai che aveva due cipolle. Le tette a cipolla sono quelle che fanno piangere. Fu così che ebbi un epifania. Se le donne avessero quattro tette il mondo sarebbe un posto migliore. Arrivato al lavoro raccontai a tutti quello che mi successe e tutti quanti concordarono. Il brutto dei magazzinieri è che non ci sono donne. Sono tutte segretarie. Sono le tipiche ragazze che si truccano prima di andare in palestra o prima di andare a correre che non hanno capito un cazzo. Poi sempre alle 14 arrivò Franco che ci disse che aveva iniziato a vedere la serie Gomorra. Vi do un dato: quando apparve per la prima volta la serie Gomorra il sito Pornhub perse il 16% del traffico. Mentre Franco parlava dei cazzi suoi si appassionò così tanto che si mise a gesticolare. Allora gli dissi: “Se con i gesti gesticolo, con la testa….”. Grazie a dio arrivarono le 15:30 e arrivò l’ora di  timbrare. Puntualmente me ne andai. Alla sera c’era Luca sulla Playstation che giocava a Fifa Nigeria-Brasile. Lui era la Nigeria puntava allo 0-0 ma perdeva sempre con almeno 3 gol di svantaggio. In effetti tutta la sua vita era una cagata. Non aveva ancora capito come si riproducono i serpenti senza fare i nodi. Poi pensai alla mia vita e pensai che non era diversa. Si poteva raccontare con una barzelletta: “Un uomo si alza alle 7, fa colazione, porta i figli a scuola, va al lavoro, pranza, finisce il turno, torna a prendere i figli a scuola, a casa fa sesso con la moglie,  cena, alla sera va con gli amici, volendo andare al bar, entra in un caffè splash”.

 

Mercoledì è sempre il giorno di merda perché è a metà settimana lavorativa. Meta è andata ma l’altra meta manca. Piuttosto che fare il magazziniere preferirei fare il venditore di folletti. E questo perché il folletto scopa. Comunque mentre vado al lavoro in una nebbiosa giornata invernale noto che non ci sono zanzare. Questo perché l’evoluzione non esiste. In estate appaiono le zanzare, ti rompono i coglioni, e poi quando è ora di sopportare il freddo dell’inverno muoiono tutte. Non condividono le sofferenze dell’inverno e il freddo che va da novembre a meta marzo te lo becchi da solo. Poi quando finalmente pensi di aver smesso di soffrire perché arriva l’estate la vita delle zanzare sorge spontaneamente e ritornano apposta. Per cui molti pensano che fai prima a rimanertene a casa, fregandotene di quale clima accade fuori. Ma “Casa dolce casa” lo dicevano anche Hansel e Gretel. Alle 8 spaccate arrivai al lavoro e incominciai a lavorare. Durante la pausa pranzo proposi una raccolta fondi tra i colleghi di beneficenza. Il ricavato sarebbe andato all’acquisto della mia Ferrari. Nel giro di una settimana raccolsi 2 euro. Poi alle 14 arrivò quel fenomeno di Franco a fare il turno del pomeriggio. Al pomeriggio il ritmo è molto calmo e Franco è il tipico fancazzista che coglioneggia durante l’attività di lavoro. Buon per lui, almeno si merita la paga.

 

Giovedì per andare al lavoro decisi di cambiare percorso. Allora presi questa nuova strada. In realtà non era proprio una strada. Diciamo che era più un sentiero. In realtà non era nemmeno un sentiero. Diciamo che era più un viottolo. Allora ero su sta strada che non era un strada, sembrava più un sentiero ma che nemmeno sentiero era ma più un viottolo. Dopo un po di strada fatta, che nemmeno strada era, era più un senso di marcia mi toccò accendere il navigatore. Alla fine col navigatore ritornai sulla strada e arrivai al lavoro con mezz’ora di ritardo. Cambiai l’ora di mezz’ora alla macchinetta del timbro e passai la tessera. Questa storia del  navigatore la raccontai solo a Franco che tanto non dice mai niente a nessuno. Per pausa pranzo mi ero preparato la schiscetta. Pizza aglio, olio, cipolla e peperoncino. Solo Franco mangiò con me. Ma perché con me sa che si può parlare. Così dopo la storia del navigatore gli raccontai della storia del mio vicino. Oggi era l’anniversario della morte di Lucio, il mio vicino. Ricordo ancora le sue ultime parole: “Aaaah un palo”. Lui in cambio mi racconto la vera storia di Valentino Rossi. Da piccolo Valentino era un ciccione. Poi decise di fare un po’ di moto. Quando era ora di rimettersi a lavorare poi facevamo i seri. Prima di tornare mene a casa notai  che il mio portapenne era fatto di porcellana. Così ci misi sopra una scritta che faceva: “Adoro le porcellane”. Direi che dopo 8 ore di lavoro era il caso di tornare a casa. Tanto era giovedì e come ogni giovedì sera faccio after.

 

Venerdì siccome non avevo dormito ero riuscito ad arrivare al lavoro dieci minuti in anticipo. Li passai tutti e dieci a cazzeggiare. In realtà non vedevo l’ora che arrivasse sera. Sarei andato in discoteca e come ogni venerdì sera scatta “l’operazione patata”. Ho provato un sacco di volte ad invitare anche Franco ma non ha mai accettato. Non credo che però sia gay. Diciamo che su di lui anche se tutti dicono sia stupido io penso che sia il caso di difenderlo. Infatti su Franco sono positivo: penso abbia il cervello mezzo pieno E’ stato lui  infatti che in bacheca scrisse: “Bambina di 13 anni incinta di Gesù. Lui nega ma il test sul DNA lo inchioda”. Comunque penso che Franco non sia mai venuto perché ha un fisico da Dio. Il dio è Buddha. Poi arrivò la pausa pranzo. Franco mi raccontò che sarebbe andato alla sera ad una festa noiosa. E poi mi disse: “Se sta sera alla festa parte il trenino io mi butto al binario”. In realtà non mi fregava niente di cosa avrebbe fatto, le cose che mi interessano sono altre. A me nella vita basta una carezza, un bacio e potere illimitato. Io spero che un giorno possa essere così veramente. Io prego il mio patrono San Culazzo perché ciò avvenga. La preghiera recita San Culazzo fammi spazio. Oggi a pranzo la recitai per essere pomposo poi alla sera in discoteca. Così anche l’ultimo giorno della settimana finisce.

 

Questa è la mia settimana tipo

Sunday, February 24, 2019

18° edizione mezza di Treviglio


Giovedì 20 febbraio ho scoperto che la triatleta Sara Dossena sarebbe stata presente alla mezza di Treviglio. Essendo una gara vicino a dove abito e sufficientemente allenato da poterla finire decisi di iscrivermi. Malgrado avessi solo un giorno per inviare la dovuta documentazione all’Atletica Treviglio e avrei dovuto pagare la quota più alta. Poi decisi  che finchè era solo per 5 euro in più era per un giusta causa.

 

Così nella giornata di oggi mi sono svegliato alle 5 per prendere il treno. Il bello di svegliarsi a ques’ora è che vedi l’alba e hai la giornata lunga davanti.

Dopo il viaggio di quasi un ora, colazione in treno, arrivo al ritrovo alle 7:30 esattamente come indicato dagli organizzatori. Purtroppo per tutta la giornata non ho l’occasione di parlare con qualcuno che conosco personalmente ma almeno c’è il clima che mi piace.

C’è il classico rituale ritiro pettorale, spogliatoi, riscaldamento, scappatina in bagno (sono pure dotato di cartigienica personale), allunghi streching attesa della partenza che è alle 9:30. Non male dopo che mi sono svegliato alle 5.

All’inizio della gara fino al 3° km sto con i palloncini dell’1:40 (media 4:44 min/). Malgrado la mia idea sia solo quella di allenarmi sento che le mie gambe vanno e incomincio ad interagire col mio corpo. Decido che non seguo più i palloncini ma lascio andare le gambe monitorando comunque l’andatura col gps. Ottengo un risultato finale infatti di 4:35 min/km in 1:37:00 totale arrivando così a metà classifica. Niente male, ho guadagnato 3 minuti

 

Di seguito il podio maschile:

 

 1 
 1 
 1 
 5 
 A. ATL. DOLOMITI BELLUNO 
 SM 
 01:04:11 
 01:04:11 
 2 
 2 
 2 
 7 
 KENYA ATHLETIC ASSOCIATIN 
 SM 
 01:05:37 
 01:05:37 
 3 
 3 
 3 
 3 
 ATLETICA RECANATI 
 SM 
 01:05:41 
 01:05:41 

 

Di seguito il podio femminile

 

12 
 1 
 1 
 1 
 LAGUNA RUNNING 
 SF35 
 01:11:09 
 01:11:09 
 18 
 2 
 1 
 10 
 ILOVERUN ATHLETIC TERNI 
 SF 
 01:14:50 
 01:14:50 
 68 
 3 
 1 
 757 
 CARDATLETICA 
 SF50 
 01:20:39 
 01:20:38 

 

Di seguito il risultato ufficiale del sottoscritto

 

 406 
 378 
 59 
 870 
 PRO PATRIA MILANO 
 SM 
 01:37:23 
 01:37:10 

 

Devo dire che in questa gara è la prima volta che vedo dei ciclisti prendersela coi podisti.
Mentre la classifica completa la trovate QUI Mentre le foto della gara le trovate domani cliccando QUA

 

Ultimamente ho deciso di scegliere dei criteri di valutazione per consigliare la gara anche ad altri e scegliere se rifarla nelle prossime edizione. I criteri sono: Gestione spazi, Percorso, Piazzamento sul mercato (in confronto ad altre gare analoghe) Procedure (buone pratiche che ti aspetti ci siano come la chiusura delle strade

 

Gestione spazi (parcheggi, facilità di raggiungerla in auto, deposito borse, spogliatoi, docce, spazio, premiazione): 5 stelle

Facile da raggiungere, deposito borse ben organizzato, presenza di spogliatoi e docce con l’aggiunta del servizio massaggiatori

Percorso (pendenza, giro turistico per la città, curve, tifo per strada, segnaletica): 3 stelle

Percorso de localizzato dalla città che impedisce quindi di visitare la città e il tifo durante il percors, su un falso piano non ideale per il personal best che richiede un piattone stile Stramilano, d’altro canto ben segnalato e cadenzato dai segnali con i km percorsi

Piazzamento sul mercato (prezzo e modalità di iscrizione, omologazione, servizi in più rispetto agli standard minimi di una normale tapasciata) 4 stelle

Prezzo normale di qualsiasi altra mezza maratona e documentazione inviabile per email con verifica di avvenuta iscrizione sul sito, percorso misura effettivamente da mio gps personle  21,1, servizio pacer a partire da 1:30 ogni 10 minuti anziché a partire da 1:20 ogni 5 minuti. Servizi in più: docce, massaggi, rilevamento tempi e classifica finale, assenza di premiazioni per le categorie più giovani, servizio fotografico curato da un responsabile podisti.net, numero di atleti che anno partecipato e che sono arrivati al tragardo:818

Procedure e personale (coordinamento organizzazione con volontari-forze dell’ordine-personale medico-personale di sicurezza-apri pista-servizio scopa, sistemi di sicurezza strada-ambulanza-presenza di ristoro)

5 stelle.

Le strade erano chiuse a dovere con ristori a 6-12-15 e 21, presenza di ambulanza a inizio e metà percorso e con servizio di apripista. 

Giudizio finale (data dalla media algebrica dei singoli valori): 4,2

 

Con questo passo e chiudo, Buone corse a tutti Greg

Wednesday, February 6, 2019

Preparare il Tor

Avete mai pensato quali fossero i limiti umani? Quanto si potesse andare oltre? Quanto si potesse battere un record man mano che migliorano le tecniche di allenamento? Quanto ci vuole per un amatore che corre frequentemente per preparare una gara lunga come una maratona?

Ecco, ad esempio prima che iniziassi a correre, fino al 2012  pensavo che la gara più lunga che si potesse fare fosse la maratona. Poi nel 2013 incominciai a correre. Pian piano incominciai a scoprire aspetti come la fidal, gli allenamenti in pista, e che mi piacevano più le gare lunghe e passai dai classici 5-10km di gara alla maratona. Fu allora che conobbi Cesare Garberi: quello che nella mia società che faceva il Passatore (100km campionato italiano di ultramaratona). Poi un anno dopo scoprii che si stava allenando per la gara più lunga al mondo: il TOR DES GEANTS. Per chi non lo sapesse sono un 330 km (che fai con il pieno di una moto) e 25 km di dislivello positivo (che anche farli tutti in discesa io direi comunque "sti cazzi")

Di seguito alcuni suggerimenti per farlo. Non sono suggerimenti tecnici, con dati numerici ovviamente. Ma servono prima di iniziare a correre:
-passione folle per lo sport, passione forte per la corsa e passeggiate, passione per la natura e spazi aperti
-follia di pensare solo di fare una gara così lunga
- aver preparato almeno una 100 km entro un 1 prima del Tor e in generale avere dimestichezza con tutta l'attrezzatura che serve per i trail (scarpe con grip adeguat, abitudine a correre con lo zaino, essere abituato a lunghi allenamenti, abitudine ai microsonni)
-in media a scuola la soglia di concetramento è di 45 minuti. In media il primo che finisce il TOR ci mette 3 giorni e qualche ora. Allenate fisico e mente allo stress, alla concetrazione prolungata, a continuare malgrado stanchezza
-non fare esperimenti il giorno della gara: scarpe nuove, integratori nuovi, tattiche di corsa... deve essere testato ampiamente prima della gara durante la preparazione in allenamento
-abituarsi ai microsonni

Ve lo già detto che bisogna esseri folli?

Comunque quando Jobs disse "Siate affamati, siate folli" non aveva mai fatto il Tor, se no avrebbe detto: "Comprate 2-3 iphone ogni tanto, meglio fare la grana che correre intorno al monte Bianco"

E detto questo buona dieta a tutti

Sunday, January 27, 2019

STRAMAGENTA

Nel corso di questa mattina si è corsa la sesta edizione della STRAMAGENTA. Solitamente la gara si svolge la prima domenica di febbraio ma quest'anno si è organizzata l'ultima di gennaio. Gara di 10km da svolgersi per due volte su un anello di 5 km su un terreno perfettamente piano, ideale per affrontare il PB

Quest'anno essendo in ritardo a tesserarmi mi sono iscritto come non competitivo. La gara ha incluso ben 1000 partecipanti competitivi e altrettanti non-competitivo. Partenza 9:30 puntuale c'è lo sparo. Tengo un passo costante da metronomo a 4:21 di media che corro con la ex socia Mara Minato (atl casorate) fino alla fine della gara chiudendo in 43:50 secondo i dati del mio gps. Passaggio al primo giro in 21:25

CLASSIFICA PRIMI ARRIVATI UOMINI
  1. Carrera Francesco 30:42
  2. Bonzi Nicola 31:00
  3. Gualdi Giovanni 31:13
CLASSIFICA PRIMI ARRIVATE DONNE
  1. Epis Giovanna 33:46
  2. Romagnolo Elena  34:47
  3. Morano Giorgia 35:43
Per vedere i risultati completi di tutti gli atleti cliccare QUI

Ora mi alleno per la prossima gara: il Trofeo Sempione (10 marzo) nella quale vorrei avere un miglioramento.

Buone corse a tutti

Tuesday, January 22, 2019

Oh, stracacchio

Non avevo maledettamente tempo e in qualche modo dovevo arrangiarmi. Allora scelsi di correre più veloce della luce. E in fondo alla sala qualche complottista dice "non si può viaggiare sopra la velocità della luce". E come fare se non aumentare la velocità della luce? Detto, fatto parto a correre a 300'000 km al secondo 1080000000 km all'ora. Ma come ogni maratoneta ha il muro del trentesimo km. Ma non c'è male perché proprio li ho messo un ristoro con un litro d'acqua con due bustine di potassio magnesio e zucchero. Però vado così veloce che non riesco a prenderlo. Insomma se mi vedete passare più volte sullo stesso anello è perché sono così veloce da essere davanti e dietro a me stesso. In media per fare un km ci impiego 1300 passi per cui per fare una maratona sono 54854 passi.
E' un inattuabile corsa contro il limite, fare un record per poi battere il vecchio record e ancora.  E come battere il record di Eliop Kipchoge di 2:01:39 ore? Allenate 3 volte al giorno, non fare recupero, non dormire, bevi redbull al posto dell'acqua, mangia zucchero e nient'altro, non fare sesso puoi solo allenarti, ammazzati di ripetute ma solo in salita perché in pista le fa chi va piano, non avere mai strappi muscolari, hai solo il tempo di allacciarti le scarpe ma una volta sola nella tua vita. Ecco così puoi migliorare il record. Forse ma solo di dieci secondi e non sei nemmeno sceso sotto le due ore. Allora riparti con il test di Conconi, poi con quello di Cooper, Poi con altri test empirici come correre per due volte 30 km a ritmo gara, e altre due volte 35 km a ritmo gara. Oh, stracacchio, le abbiamo provate tutte.