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Tuesday, November 3, 2015

Persistenza

L’avanzare delle stagioni portava la famiglia Wayne a trascurare il proprio figlio man mano che il loro maggiordomo pensava anche a lui e loro pensavano agli affari della “Wayne enterprise”
Bruce aveva soltanto 8 anni ed era troppo piccolo, ancora, per essere trascurato. Le cure che gli dava il maggiordomo erano insufficienti per la sua crescita, che chiaramente non pensava alla sua educazione: solo a fare sì che la cena fosse pronta e a portalo a scuola.
Bastarono quindi poche settimane affinché Bruce si isolasse sempre più e tutti i pomeriggi, una volta finito i compiti, li passava in giardino per conto suo e dedicava un ora al giorno almeno per quel periodo della sua vita.
Una volta, finì nel scovare una fossa a cui non aveva mai dedicato troppa attenzione e con una satanica voglia di entrarci incominciò a lanciarci dentro le pietre per vedere dove fosse la fine. La fossa era la tana di un branco di pipistrelli che furono svegliati dal comportamento aggressivo di Bruce.
Per paura uscirono allo scoperto travolgendo il piccolo Bruce cadde dentro la fossa. Si ruppe una gamba. Preso dal complesso emotivo di rabbia e paure pianse forte e fu un attimo che il maggiordomo che i Wayne si accorsero del pericolo in cui il piccolo era il piccolo della famiglia.

I giorni dopo Bruce era incontenibile per la recente esperienza, continuava a piangersi addosso, non pensava che la sua gamba sarebbe mai guarita e che dopo giorni di solitudine quella era la fine. Isolato, nemmeno da solo riusciva a cavarsela. Così si sentiva. Solo dopo l’accaduto coi pipistrelli l’atmosfera in casa cambiò. Fu in quella condizioe che nei genitori scattò la scintilla rivelatrice e si accostarono al bambino per parlagli.
“Mi fa tanto male il ginocchio, ancora!”

“Lo sai, Bruce, perché cadiamo? Cadiamo per poterci rialzare!”

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